[Nella foto Serena di Cikis durante l’evento Zéeero organizzato da Rén Collective – foto di Beatrice Colombano]

Sabato 27 aprile, durante la Fashion Revolution Week, noi di Cikis abbiamo partecipato a Zéeero – Fashion Revolution Day Torino, una giornata ricca di conferenze e workshop all’insegna della sostenibilità nel mondo della moda.

L’associazione Rén Collective

L’evento è stato organizzato da Rén Collective , un’organizzazione no-profit nata nel 2018, con sede a Torino.

Contenuti di valore e di pubblica utilità sono la cifra del suo impegno a contribuire all’informazione, provando a creare senso dove c’è ancora rumore intorno alla moda etica.

Vi raccontiamo alcuni degli interventi!

Conferenza 1 – Tessuti e processi produttivi: che cosa vuol dire moda sostenibile?

Tra gli ospiti del primo talk c’era Francesca Polato di Berto, azienda tessile della provincia di Padova che ha saputo coniugare storia (è attiva dal 1887) e innovazione.

Nel 2016 ha sottoscritto l’impegno Detox di Greenpeace per l’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dal ciclo produttivo; oltre a questo, Berto si impegna quotidianamente nel ridurre il proprio impatto ambientale con impianti di purificazione dell’acqua dei fiumi, attraverso l’utilizzo di tinture che richiedono meno impiego di acqua, utilizzando un sistema di illuminazione LED ed impianti di purificazione dell’aria.

L’azienda ha anche introdotto il tessuto denim Pianeta con il 65% di cotone rigenerato dai propri scarti (una parte di cotone vergine è sempre necessaria per poter lavorare il tessuto).

Conoscere le aziende tessili, oltre che i brand, è fondamentale per fare acquisti consapevoli: sapere che il tessuto proviene da un’azienda tessile all’avanguardia nel campo della sostenibilità ci dà una garanzia.

Conferenza 2 – Eco-fashion: la moda attenta all’ambiente

Durante questa conferenza abbiamo avuto l’onore di ascoltare in diretta Skype Myra Jackson, Focal Point for Climate Change delle Nazioni Unite, che ha parlato dei Sustainable Development Goal.

I Sustainable Development Goal sono degli obiettivi mondiali per abbattere la povertà, proteggere il pianeta e garantire pace e prosperità alla popolazione: sono stati stabiliti nel 2016 e guideranno le policy delle Nazioni Unite fino al 2030, contando sul contributo attivo del settore privato, di quello governativo e dei cittadini.

Myra Jackson ci ha ricordato che i 17 obiettivi sono interconnessi: ad esempio, per eliminare la povertà è necessario che l’acqua sia accessibile a tutti e che si vada ad agire sul cambiamento climatico, causa di ineguaglianze e povertà.

Il concetto di interdipendenza è molto utile sia per i brand che per i consumatori: ad esempio, un brand che vuole ridurre l’impatto ambientale dei trasporti può lavorare anche su un packaging minimale che occupa poco spazio, rendendo così i trasporti più efficienti.

Tom Hammond della FAO ha espresso un concetto fondamentale che ha dato molto da pensare anche a noi di Cikis: quello della concorrenza per l’utilizzo del suolo.
Il settore moda è infatti in competizione con quello alimentare per l’utilizzo di questa preziosa risorsa.

Inoltre, nel settore moda non vigono le stesse regolamentazioni che disciplinano il settore alimentare: come risultato, ad esempio, per la coltivazione di cotone si usano molti più pesticidi di quelli ammessi per la coltivazione di alimenti.

Queste sostanze si mescolano nel terreno, rendendole estremamente pericolose per la nostra salute.

Promuovere l’utilizzo di materiali riciclati, biologici e che non richiedono coltivazioni estese ci permette di limitare questi due danni.

Una bellissima scoperta: Find Green

Durante l’evento abbiamo avuto l’occasione di conoscere i fondatori di Find Green, una app che permette ai consumatori di recensire in tempo reale la sostenibilità di bar e caffetterie e di trovare quelli più virtuosi grazie all’assegnazione di un punteggio da 0 a 5.

La app è attiva in USA ed è appena stata lanciata in Italia; le prime recensioni di locali ubicati nella Capitale si possono già consultare.

Si tratta di una bella idea che incoraggia i consumatori a chiedere di più dai locali e a prestare attenzione a tanti aspetti, dall’utilizzo di posate riutilizzabili alla minimizzazione del packaging per i prodotti alimentari.

E’ prevista l’assegnazione di un voto di sostenibilità anche per altre categorie oltre ai bar, ma ve ne parleremo prossimamente: abbiamo trovato tante sinergie con Cikis che non vediamo l’ora di sfruttare!

L’organizzazione sostenibile dell’evento

Rén Collective è stata molto attenta a minimizzare l’impatto ambientale dell’evento con alcune accortezze.

I gadget erano ridotti al minimo, prediligendo la qualità: si trattava di 18 shopper create a mano con tessuto recuperato da tele antiche tinte e serigrafate naturalmente e di bustine di semini; i dépliant e le fanzine in distribuzione sono stati stampati su carta FSC da una tipografia ecologica certificata e i badge dello staff erano tutti senza plastica!

Anche la location (lo spazio Copernico di Torino) era molto vicina alla stazione, per permettere a tutti di arrivare comodamente in treno.

Insomma, questo evento ha ricordato a tutti che non dobbiamo solo promuovere la sostenibilità ma che anche il modo in cui lo facciamo può fare la differenza!

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